Più di così…

di Roberto Taglieri

Giovedì, 1 Novembre 2007

Roma-Lazio_RocchiLa tradizione è smentita. Purtroppo. La consuetudine secondo cui la formazione più debole al Derby può fare spesso risultato stavolta non ha funzionato. Purtroppo. La Lazio perde e piomba nel grigiore, fallendo la difficile impresa di fare sua la stracittadina. Ma si è battutta a viso aperto e senza alcun timore reverenziale ed è uscita a testa alta dall’Olimpico. Ecco la partita. I biancocelesti, sempre alle prese con una squadra rimaneggiata, affrontano una Roma che gioca con tutti i titolari a disposizione ma stavolta senza Totti. L’ entusiasmo giallorosso dopo la partita con il Milan e la profonda crisi depressiva in cui i biancazzurri sono stramazzati da tempo, soprattutto dopo lo stop con l’Udinese, hanno fatto il resto. All’Olimpico Delio Rossi può contare di nuovo su Zauri e finalmente su Ledesma, ma non recupera Behrami. Gioca Manfredini mentre è Mutarelli a cominciare nella posizione di vertice alto di centrocampo. L’inizio della gara vede un episodio dubbio già al 4’, quando Cassetti rovina in area su De Silvestri, ma l’arbitro non dà peso al fallo. Le due squadre si fronteggiano da subito senza mantenersi contratte e giocando a tutto campo; ad un occasione di Mutarelli, che impegna Doni di testa risponde Mancini dopo poco, sprecando da buona posizione. All’11’ i biancocelesti vanno in vantaggio: un lancio perfetto di Pandev da oltre 40 metri pizzica Rocchi in area, che stoppa di tacco a seguire e tira un diagonale millimetrico che s’insacca alla sinistra di Doni. La Roma replica subito ma Vucinic, a tu per tu con Ballotta, si fa parare il tiro a botta sicura. Però al 18’ arriva il pareggio: ancora Vucinic va a triangolare con Mancini e poi infila da distanza ravvicinata l’1-1. La Lazio lotta strenuamente su tutte le palle, mettendo in opera un gioco dispendiosissimo; la Roma è meno reattiva ma sorniona e s’impegna soprattutto in contropiede. Dopo un’occasione per parte intorno alla mezz’ora, con Mancini che tira alle stelle e con Pandev che incoccia di testa ma trova Doni sulla conclusione, arriva il vantaggio giallorosso al 41’. Mancini è lesto ad approfittare di un passaggio preciso di Mexes in area e batte imparabilmente Ballotta con un tiro a mezz’altezza. Prima del riposo un regalo a centrocampo della Lazio porta al tiro finale di Vucinic, che ancora è parato a terra da Ballotta. Nella ripresa i biancocelesti ripartono a testa bassa: entra Meghni a sostituire un evanescente Manfredini e già al 48’ su corner di De Silvestri, Stendardo salta più alto di tutti ma para Doni. In contropiede Tonetto al 54’ raccoglie un traversone di Panucci ma Ballotta salva in corner; è il preludio al terzo gol romanista che arriva un minuto dopo. Vucinic riceve dalla fascia e con una mezza girata imbecca Perrotta che scavalca Ballotta e deposita in rete. Per poco Tonetto non fa quaterna al 57’ ma il portere biancazzurro è ancora sugli scudi con l’ennesimo intervento riparatore. La Lazio accusa il colpo ma non si perde d’animo. Al 69’ Meghni si procura una punizione dal limite: Ledesma batte a girare e la palla, dopo aver colpito la traversa, s’insacca in porta. I biancazzurri schiacciano la Roma nella propria metà campo. Mutarelli al 73’ con un tiraccio sfiora il palo, poi Rocchi al 75’ impegna da solo tutta la difesa giallorosa e scaglia un tiro che Doni riesce solo a respingere. Verso la fine entra Giuly per sfruttare le ripartenze e il francese si rende pericoloso all’80’ con una triangolazione con Vucinic. A tempo quasi scaduto ancora in contropiede Cassetti si fa parare la conclusione da Ballotta e questa sarà l’ultima azione di rilievo del 129 Derby capitolino. I “Mostri Sacri” alla fine vincono, ma non hanno avuto vita facile, messi alle corde soprattutto nel finale di gara dalla Lazio che non è stata la vittima sacrificale ma s’è battuta sino allo stremo per venire a capo della partita. Trovare dei responsabili della sconfitta non è facile: troppo superficiale dare la colpa al reparto arretrato, che prende maldestramente i primi due gol a difesa schierata. Troppo semplice dire che forse sarebbe stato meglio preferire da subito Firmani a Manfredini. I problemi sono sempre gli stessi, a volte il gioco è latitante, forse Rossi in certe occasioni opera delle scelte discutibili, le punte non vanno in gol, i ricambi non sono all’altezza dei titolari. Nonostante l’esito nefasto, questo Derby però può offrire degli spunti di riflessione positivi. Da sottolineare il piacevole ritorno sul campo di Ledesma, la cui imprescindibilità si è notata palesemente stasera, l’affidabilità di Ballotta e di Cribari, garanzie nel reparto arretrato, le potenzialità di De Silvestri, davvero prorompente in attacco e soprattutto la voglia di lottare del gruppo, che ancora non è venuta meno nonostante la situazione francamente deficitaria. Quindi: dimenticare in fretta la Roma ma ripartire da questo stesso spirito battagliero di oggi. I risultati prima o poi devono arrivare.

ROMA LAZIO 3 - 2 11’ Rocchi 18’ Vucinic 41’ Mancini 55’ Perrotta 69’ Ledesma
ROMA
Doni, Panucci, Mexes, Juan, Cassetti, De Rossi, Pizarro (86’ Brighi), Perrotta, Tonetto, Mancini (73’ Giuly), Vucinic (89’ Cicinho).
All: Spalletti
LAZIO
Ballotta, De Silvestri, Stendardo (83’ Makinwa), Cribari, Zauri, Baronio, Mutarelli, Mudingayi (67’ Firmani), Manfredini (46’ Meghni), Pandev, Rocchi.
All: Rossi
Arbitro Rocchi

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