Calciopoli 1ª parte: Il “grumo di potere”
di Antonio OttavianiVenerdì, 9 Novembre 2007
Lo scandalo parte in sordina in un tiepido pomeriggio primaverile. La procura di Torino invia alla FIGC il fascicolo di un’inchiesta archiviata “perché non erano emersi elementi penalmente rilevanti” per verificare se dal punto di vista sportivo si potevano ravvisare violazioni. Il materiale è costituito da alcune intercettazioni che restituiscono il quadro di un Pairetto (uno dei due designatori arbitrali) palesemente asservito a Moggi. Nessuno parla nell’immediato di illecito, ma dal punto di vista etico la faccenda sembra subito delicata.

I vertici della Juventus (per bocca di John Elkann) si affrettano a “scaricare” (una fretta invero un po’ sospetta) i loro dirigenti sportivi, riaffermando nel contempo la fiducia nella squadra e nel tecnico in procinto di conquistare l’ennesimo scudetto. Giraudo indice una conferenza stampa rabbiosa, ma l’isolamento in cui è caduto fa capire subito che i tempi sono cambiati rispetto alla vicenda-doping. Tutti reclamano le dimissioni di Giraudo e Moggi, e la comparsa di uno striscione in favore della Triade sugli spalti del delle Alpi sortisce l’effetto opposto a quello voluto, perché appare chiaramente esposto “su commissione” . Prima dell’ultima di campionato scoppia la vera bomba. “Il Romanista” e “La Stampa” pubblicano estratti di un’informativa redatta dai carabinieri di via in Selci, in procinto di sfociare in una serie di informazioni di garanzia per alcuni soggetti di primo piano del calcio italiano. Le imputazioni sono gravissime: “sequestro di persona” e “associazione a delinquere”, le società coinvolte Juventus, Fiorentina e Lazio, il campionato di riferimento è il 2004/05. L’ultima giornata si gioca in un’atmosfera irreale: i giocatori della Juventus festeggiano il loro scudetto con facce terree, nessuno crede che quanto conquistato sul campo sarà confermato dopo l’inevitabile inchiesta sportiva.
Il lunedì successivo i pm di Napoli Narducci e Beatrice, che hanno la titolarità dell’inchiesta denominata con un discutibile anglicismo “Off-side”, affiancati dal procuratore Lepore, durante una conferenza stampa teleripresa, pronunciano la famosa frase che condizionerà gli eventi dei due mesi successivi: “Dietro Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan c’è un grumo di potere”. Questa sciagurata affermazione, che si rivelerà assolutamente azzardata rispetto ai riscontri raccolti, inchioderà questi 4 club e i loro dirigenti ad un comune destino mediatico: sarà un’impresa titanica far emergere le necessarie distinzioni tra di loro e la realtà dei fatti. Un magma indistinto composto da moralismo (falso) e opportunismo (vero) inghiottirà soprattutto Fiorentina e Lazio, un’assurdità che qualunque osservatore in buona fede avrebbe dovuto cogliere. Le uniche voci discordanti sono Vincenzo Cerracchio che verrà inviato dal Messaggero come proconsole in Beozia (leggi: Mondiali di Germania), e i forum di tifosi (soprattutto Lazio.net e Fiorentina.it), che colgono immediatamente l’approssimazione dell’inchiesta e le evidenti forzature che ne erano alla base. Con il susseguirsi degli eventi anche altri commentatori (su tutti Piero Ostellino sul Corriere della Sera e soprattutto Christian Rocca su Il Foglio) esprimeranno perplessità sulle “verità” propagandate. (continua)
(Vignetta di Maurizio Fei)








