Adesso per favore niente bugie di Stato
di Gianni CiprianiLunedì, 12 Novembre 2007
Di fronte a una tragedia come quella dell’assurda morte del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, francamente, una delle cose di cui tutti avrebbero volentieri fatto a meno era una conferenza stampa sul modello di quella del G8 di Genova. Proprio quella, dove si raccontava il nulla e si esibivano prove, alcune delle quali sono poi risultate false. E allora quando ieri il questore di Arezzo ha sostenuto che un agente ha sparato “in aria” a scopo intimidatorio, forse non si è reso conto di offendere l’intelligenza delle persone e la dignità di chi sta piangendo un ragazzo ucciso in maniera assurda. Non sono un esperto balistico, ma certo ci vuole molta fantasia per pensare di poter far credere che un proiettile sparato in aria possa colpire una persona al collo. La polizia di Stato, alla quale nessuno - soprattutto adesso - nega i meriti che ha e che ha avuto per difendere la convivenza e la democrazia, non può e non deve essere risucchiata nella logica degli anni bui, quando le “versioni ufficiali” spesso occultavano abusi e arbitri. Stavolta, per favore, nessun “malinteso spirito di appartenenza”. Ne va di mezzo una credibilità conquistata ad altissimo prezzo negli anni. Servono verità e chiarezza. Per la famiglia di un innocente ucciso e per un’opinione pubblica disorientata e allibita e - aggiungo - per difendere la memoria stessa di quei servitori dello Stato uccisi mentre facevano il loro dovere.
Quanto al resto, saranno le indagini a dare - speriamo - molte risposte. Ma è difficile non pensare che Gabriele Sandri sia la vittima di quel clima pesante ed esasperato che si respira sempre di più. Di un bisogno di sicurezza che, complice la demagogia politica e l’allarmismo a buon mercato dei mass media, si è trasformato in voglia di menare le mani e di mostrare la faccia feroce. Di tolleranza zero, tanto esaltata da chi dimentica quanti morti “innocenti” ha provocato là dove è stata applicata senza criterio. Come è possibile, per sedare una rissa, sparare ad altezza d’uomo? Pierferdinando Casini ha auspicato: “Ora nessuna caccia al poliziotto”. Vero. Magari se qualche giorni fa avesse detto: “Nessuna caccia al rumeno” sarebbe stato più credibile. Ad ogni modo è giusto: nessuna caccia. Come sanno bene gli uccellini, la caccia non pulisce; non bonifica. La caccia uccide.
(Da E Polis del 12 novembre 2007)








