Rossi non è in discussione

di Francesco Tomei

Lunedì, 25 Febbraio 2008

delio_rossi.JPGIl tecnico non è in discussione. E’ importante partire da questo concetto. Ma chi vive costantemente la realtà di Formello può provare a capire e far capire quello che è accaduto, e che continua ad accadere, in questa stagione sciagurata. Una stagione che, infortuni a parte, ha visto scelte societarie sbagliate accompagnarsi a decisioni tecniche che ancora oggi lasciano perplessi.
Errori che hanno portato, più di una volta, a discussioni tra il presidente e l’allenatore. Il rapporto tra i due è sicuramente un fattore importante per provare a capire la stagione. Due i momenti fondamentali: l’immediato post–mercato estivo e il dopo partita di Lazio–Genoa.
Nella prima occasione il mister, che aveva richiesto a maggio quei rinforzi che servivano per affrontare dignitosamente una stagione così complicata, ha esposto le sue rimostranze al presidente, che aveva incassato la somma derivante dalla cessione di Oddo al Milan senza reinvestirla sul mercato. L’ultimo motivo di discussione è stata la sconfitta interna contro il Genoa, dopo la quale il mister tornò a chiedere con insistenza un intervento sul mercato, al quale il presidente ha provveduto con successo.
Lotito ha ribadito più volte la sua fiducia al tecnico, proponendogli, in maniera informale, un prolungamento del contratto. Prolungamento al quale il tecnico riminese ha sempre risposto “c’è tempo, pensiamo al campionato”. Alti e bassi, decisioni non condivise, ma sempre un grande rispetto dei ruoli.
Altro fattore importante è il rapporto tra mister ed Ambiente, inteso come limbo di Media, Tifosi e altri agenti esterni. Il punto cardine, questa volta, è da ricercare nell’episodio del deferimento del tecnico, a causa delle famose intercettazioni che lo vedevano discutere con Lotito su un auspicabile “ammorbidimento” del Lecce, prossimo avversario della Lazio. Chi ha avuto occasione di parlare e “vivere” il mister, ha visto una persona enormemente afflitta, quasi in confusione, per aver letto e sentito il suo nome accostato ad una vicenda di così bassa levatura morale. Il deferimento è stato, ed è, un tormento per Delio Rossi, che nei primissimi tempi appariva in difficoltà nel poter dividere campo da extracampo. Da qui la sua decisione di rimanere in silenzio fino alla soluzione della vicenda. Il mister era in confusione e lo conferma anche chi, in quel momento, viveva lo spogliatoio. L’allenatore che la scorsa stagione aveva in pugno la squadra e la situazione cominciava a mostrare piccoli segni di cedimento. Segni che, fortunatamente, sono stati rimarginati in poco tempo quando squadra, tecnico e società hanno risolto le grane interne.
Ultimo punto focale è il rapporto tra il mister e i calciatori, quel rapporto che affonda le sue radici nel vivere quotidiano.
C’è chi ha lamentato carichi di lavoro troppo pesanti, chi ha fatto presente di poter avere più spazio in squadra, chi non mandava giù una gestione della rosa con pochi cambi.
Spesso, a queste rimostranze, il mister ha risposto con il dialogo. Un esempio è Roberto Baronio, al quale Rossi ha sempre fatto presente di non ritenerlo adatto al modulo della Sua Lazio. Poco importa se Ledesma non sia in condizione. Il numero 10 conosce la situazione, e non si lamenta. Altre volte il mister ha risposto allontanando il soggetto in questione, vedi il caso Stendardo. Innumerevoli altre volte le rimostranze dei calciatori sono rimaste negli spogliatoi, non sono uscite allo scoperto.
La partita di Cagliari ha dimostrato quanto questo quadro sia ancora attuale. La difficoltà, dalla panchina, di cambiare la partita in corso non accenna a diminuire. I nuovi arrivati devono ancora amalgamarsi al resto del gruppo. L’impianto tattico non cambia. I titolari, anche se non in condizioni perfette, difficilmente lasciano il campo alle rispettive riserve. Ma il tecnico non è in discussione.
Non adesso che, tra confusioni e scelte cervellotiche e sbagliate, si sta costruendo il futuro della Lazio. Un futuro che deve dare alla Lazio quel trasformismo tattico che troppo spesso manca. Un futuro che vedrà la partenza di quei calciatori che non fanno parte dei quadri di Rossi. Un futuro nel quale il mister risolverà i suoi problemi extracampo. Un futuro che vede una società impegnata ad alzare il livello medio della squadra e un tecnico concentrato solo ed esclusivamente sul campo. Rossi e la Lazio insieme. Al momento sembra essere l’unica ricetta possibile.

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