Inter, centenario senza stile

di Gino Guarisi

Lunedì, 10 Marzo 2008

tifosi-maliziosi.jpgFinisce in parità il duello a distanza fra le prime due della classe: il calendario assegna la vittoria di tappa alla Roma, che ha violato il San Paolo impedendo ai partenopei di bissare l’impresa realizzata contro la capolista. Diversa la prestazione degli uomini di Reja; diverso l’avversario, subito in vantaggio e assai più con in partita; diverso l’arbitro, che ha stroncato la loro reazione ad inizio ripresa estraendo magicamente il rigore dal cilindro di un contrasto quantomeno reciproco. Ospiti superiori, va detto, ma insomma…
Dei nerazzurri è doveroso parlare per il Centenario, solennizzato da Moratti che ribadisce l’orgoglio di una società “senza macchia” con riferimento ai fatti di Calciopoli: ne avremmo fatto a meno, anche perché un secolo di Inter è trascorso nel segno di uno stile assai diverso.Il campo aggiunge poco alla festa e al taccuino del cronista: vittoria facile, dubbi sul rigore del vantaggio, minuti successivi al raddoppio disputati sostanzialmente pro forma. Torna al gol Ibra, ed è attorno a lui che ruotano le residue speranze nella “madre di tutte le partite” contro il Liverpool.
Nella corsa per il quarto posto, i viola sprecano il colpaccio del turno precedente lasciando l’intera posta a Siena: gli uomini di Beretta – impeccabile nella gestione di gara e cambi – evitano l’errore di giocare alla pari, vengono incredibilmente graziati da Pazzini e prendono confidenza in contropiede, per poi mettere il naso avanti con un piazzato di Maccarone. La cui esultanza dura pochissimo, sopraffatta dal secondo giallo per l’esultanza con maglietta sfilata: quando verrà abolita la suddetta regola, fra le più assurde di ogni tempo, non sarà mai troppo tardi. Sempre a proposito del gol decisivo: quella sarebbe una barriera, Monsieur Frey?
Il risultato del “Franchi” dà il “la” a una festa bianconera, consentendo alla Juventus un nuovo allungo in solitario. I torinesi passano più facilmente del previsto a Marassi sull’onda lunga della riabilitazione di Grygera, disastroso contro i viola: spostato dal centro alla fascia sinistra e protetto da Salihamidžić, il ceco marchia a fuoco il tabellino con un gol e un assist.Un uomo in più per Ranieri e una bella reazione di gruppo dopo la settimana di burrasca, durante la quale si è discusso (o vaneggiato?) anche di un esonero del tecnico: ma col Napoli, senza tre squalificati più C. Zanetti tradito da un problema muscolare, sarà dura.
Rimane in scia il Milan con la gentile collaborazione del giovane portiere Bassi: e dire che una volta, in quel ruolo, avevamo una grande scuola. Appare agli sgoccioli l’avventura di Malesani, partito all’insegna del bel gioco e – come troppo spesso gli accade – a picco in vista del traguardo: chissà cosa non funziona nei suoi metodi.
Due successi casalinghi all’Olimpico: il Toro respira battendo l’Atalanta, mentre la Lazio vive (finalmente) una domenica tranquilla bruciando il Livorno in un avvio con acceleratore a tavoletta. Romani più vicini al gol anche nei restanti tre quarti di gara, e il quasi-debutto di Radu in classifica cannonieri aggiunge un’opzione agli schemi offensivi di Delio Rossi.
Rocchi e Pandev piazzano l’uno-due con guizzi da consumati goleador e un pizzico di buona sorte per il macedone: ma anche quella rientra nel repertorio del bomber, in fondo. Confermato il tridente atipico, che sembra davvero la variante tattica attesa invano per l’intera stagione, Bianchi sta trovando la propria collocazione nel ruolo di “apriscatole” in area avversaria. Tanta potenza di fuoco fa la differenza sul 2-0, siglato al terzo tentativo con l’intero reparto alternatosi in postazione di tiro: certo, tre attaccanti in un fazzoletto di campo devono rimanere un’eccezione…
Labronici piuttosto spenti, ma del loro passaggio a vuoto sul piano psicologico non approfitta il vero sconfitto di giornata: il Parma, crollato al “Tardini” nella prima gara del momentaneo dopo-Cassano. Fra i due gol blucerchiati Gasbarroni calcia sul palo un penalty, forse innervosito dagli interminabili preliminari: regolamentare una volta per tutte i tiri dal dischetto sembra davvero un’impresa.
Sorpassa tutti il redivivo Catania, a un passo dal baratro dopo il vantaggio siglato da D. Conti: ad affondare sono invece i sardi, unitamente a una Reggina per la quale il siluramento di Ulivieri – con quali motivazioni, già che siamo in tema? – sa tanto di resa anticipata. Dopo i gol etnei, abbracci in serie per Silvio Baldini: un segnale importante, visti i criteri in base ai quali si decide il destino di un allenatore.

(Vignetta di Maurizio Fei)

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