Testa e cuore
di Roberto TaglieriGiovedì, 20 Marzo 2008
Nel cielo biancazzurro brilla una stella. Il derby delle 21.15, il derby del tridente, il derby della Roma stellare e della Lazio che arranca ma dà qualche segnale di risveglio è anche e soprattutto il derby di Gabriele Sandri. “Ciao Gabbo” è anche il coro della Sud, oggi accomunata con tutto il resto dello stadio laziale dal ricordo dello sfortunato tifoso biancazzurro. In nome di questa solidarietà ha inizio il la 130sima stracittadina, per cui una vittoria stavolta riveste una grande importanza per entrambe le compagini, data la situazione di classifica delle due squadre. La Roma è schierata al completo; tra le fila laziali Radu alla fine non ce la fa, sostituito a sinistra da Kolarov; per il resto Dabo e Behrami a centrocampo, con tridente annunciato per la compagine di Delio Rossi. La Lazio inizia fortissimo; sulla falsariga del primo tempo disputato ad Udine i biancazzurri pressano altissimi ed aggressivi su tutti i portatori di palla avversari. Al 6’ il primo sussulto lo fa vivere Kolarov, che va al calcio di punizione a spiovere in area su cui Doni inarcandosi riesce a respingere fortunosamente sulla traversa. La Roma non fa praticamente nulla per la prima mezz’ora, limitandosi a cercare di contenere le sfuriate laziali. Ma proprio al 30’ Taddei sblocca, nemmeno lui sa come, il risultato. Su una respinta un po’ affrettata di Behrami a spazzare l’area la palla sbatte contro la faccia del brasiliano, che stava schivando il tiro e termina in rete beffando anche Ballotta, fuori dalla traiettoria. Ma Taddei non distrugge le aspettative dei biancazzurri, che invece credono nei propri mezzi e non si perdono a recriminare contro una sfortuna disumana che li fa soccombere immeritatamente. Invece la Lazio pian piano riprende a costruire gioco ed a spezzare le manovre romaniste, fino al 43’, quando i biancazzurri meritatamente raggiungono il pari. Poco prima la pressione degli uomini di Rossi era diventata notevole e quando Kolarov riesce a catturare la palla, il giovane serbo impiega tutta la sua forza per scendere sul fondo e crossare il pallone, che non è preda di Bianchi ma termina davanti a Pandev, che la butta dentro a porta sguarnita con tutta la rabbia possibile. Ed il primo tempo termina con una presa da arte marziale di Totti al collo di De Silvestri, con annessa lamentela del capitano giallorosso, che brontola per essersi fatto anche male nella stretta. Dopo il riposo, complice il risultatato di Genova con l’Inter in vantaggio, la Roma si mette a giocare con maggior determinazione. Subito al 46’ Perrotta potrebbe battere a rete da ottima posizione ma il tiro è out. Replica Rocchi che dà a Pandev, ma il calcio di prima intenzione finisce a fil di palo. Al 49’ Totti finisce in fuori gioco, segnando una rete non valida. Al 54’ poi Kolarov su una punizione tagliatissima colpisce il palo esterno. Un minuto dopo Bianchi viene fermato irregolarmente da Juan in area e Morganti decreta il rigore. Va a battere Rocchi, che nonostante un tiro non proprio trascendentale, riesce a mettere in rete il vantaggio della Lazio. Ma la gioia del pubblico biancoceleste dura soltanto 5’ perché al 61’ ristabilisce le distanze Perrotta, che riesce ad infilarsi da dietro in un varco lasciato colpevolmente sguarnito dai difensori laziali, battendo in gol a colpo sicuro in mezzo all’area di rigore. La Roma si galvanizza e la Lazio perde un po’ di smalto, tendendo ad allungarsi più del dovuto, complice la stanchezza. I giallorossi innestano Giuly per tentare di aumentare la velocità della manovra e tenere impegnata la difesa biancoceleste. Tutto quello che riesce a fare la Lazio è soltanto un tiro diagonale di Behrami al 78’, che attraversa tutta l’area piccola e si perde sul fondo. La stanchezza comincia a farsi sentire anche tra i romanisti: infatti ne è l’esempio Vucinic lanciato in rete, che all’improvviso s’affloscia perdendo palla ad 8’ dal termine. Con le ultime energie Rocchi all’86’ mostra una pregevole indicazione della sua classe, dribblando mezza difesa della Roma e servendo poi Pandev, che però s’incaponisce in un dribbling e fa sfumare l’azione. Quando poi già il quarto uomo aveva indicato i 5’ di recupero ed ormai il risultato appariva destinato a non cambiare più, la Lazio invece pesca il jolly vincente. Al 92’ Pandev riesce a tener vivo un pallone che passa al nuovo entrato Mauri, che rimette dall’altro lato all’accorrente Behrami, che indovina il corridoio tra palo e portiere ed infila in porta una rete che rimarrà probabilmente negli annali delle stracittadine. Esattamente 29 anni dopo il gol di Aldo Nicoli del 18 marzo 1979, proprio nel recupero la Lazio fa suo il derby e regala un’immensa soddisfazione ai suoi tifosi, sbeffeggiati come le vittime predestinate, che invece oggi avranno la voce roca per gli urli di gioia e gl’incitamenti ai gol dei propri beniamini, oggi davvero encomiabili. Grazie alla testa ed al cuore, come il mitico Valon Behrami sbracciandosi davanti alla Nord andava ripetendo come impazzito, questi ragazzi stasera sono diventati leggenda.
LAZIO ROMA 3 - 2 30’ Taddei 43’ Pandev 56’ Rocchi 61’ Perrotta 92’ Behrami
LAZIO
Ballotta, De Silvestri (65’ Mutarelli), Siviglia, Cribari, Kolarov, Behrami, Ledesma, Dabo (83’ Mudingayi), Pandev, Rocchi, Bianchi (71’ Mauri).
All: Rossi
ROMA
Doni, Cicinho, Mexes, Juan, Cassetti (87’ Panucci), De Rossi, Aquilani, Perrotta, Taddei (65’ Giuly), Totti,, Vucinic (83’ Mancini).
All: Spalletti
Arbitro Morganti








