A testa alta

di Francesco Troncarelli

Domenica, 30 Marzo 2008

ousmane_dabo.jpgLazio-Inter 1-1

8+ a Tibidabo DABO
Una prova gagliarda la sua. A testa alta. Come quella della Lazio, all’improvviso al centro dell’attenzione mediatica capitolina prima di questa partita, ma solo ed esclusivamente “pro domo loro” e per vedere di nascosto l’effetto che fa, come cantava il desaparecido Jannacci. Ma l’Aquila contro i nerazzurri ha volato alto, alla faccia dei maligni e dei nani e ballerine dell’altra sponda che chiedevano l’”aiutino”, sollecitando una dignità che non gli è mai appartenuta. La grande prestazione del “figliol prodigo” che gioca, è bene ricordarlo, al minimo sindacale sino a giugno, è la miglior risposta al can can montato ad arte dai cantastorie di ogni ordine e grado e soprattutto è la testimonianza di una ritrovata unità di intenti in casa biancoceleste. Dal primo, all’ultimo componente. Brava Lazio quindi, ma anche bravo “geometra”, un gigante del centrocampo.

7 e mezzo a Carlos Monzon LEDESMA
L’avevamo detto e lo ribadiamo a chiare note:er Lumaca è tornato! Autoritario ed infaticabile, millimetrico nei lanci ed implacabile nel recuperare palloni. Ha trovato insomma in questo girone di ritorno la sua reale dimensione, quella del combattente che sa giocare col pallone. Un grande.

7 e mezzo a Rocco ROCCHI
Il dodicesimo sigillo è una perla che lo lancia al sesto posto nella classifica dei miglior marcatori laziali di sempre in campionato. Applausi.

7 ad Anticoli Corradu
E’ un ragazzino, ma gioca come un veterano. E’ un pivello del nostro torneo, ma conosce trucchi e segreti delle vecchie volpi avversarie. Sconosciuto ai più, ha conquistato il posto in squadra e non lo molla più. Vorrà dire qualcosa? Sì, che deve restare.

7- a Patrick del Grande Fratello BEHRAMI
L’eroe del derby è in grande spolvero. Tronista più che mai, semina zizzania nel centrocampo nerazzurro e raccoglie consensi fra la gente biancazzurra. L’amnesia iniziale (come al derby…) è ampiamente superata con una performance gagliarda e allo stato brado.

6 e tre quarti a “Macedonia” PANDEV
Dribbling a go gò, ma pochi tiri in porta. Al servizio dei compagni, ma non di sé stesso. Come Flavio Insinna ai Pacchi. Ci riuscirà però nelle prossime puntate. Come Insinna, appunto.

6 e mezzo al Grande Vecchio BALLOTTA
Ninna nanna nonno nella calda notte romana. Il che vuol dire dormire e sognare ad occhi aperti, con la primavera che avanza e l’ora legale che incombe. Le due parate al momento giusto quindi, ci stanno tutte. Alla faccia dei maligni e dei tromboni parametristi.

6+ a Gatto Silvestro De Silvestri
Ha corso su e giù sulla fascia senza soluzione di continuità. Poi, a tu per tu con Ibra, ha giocato d’anticipo. Bravo.

6+ al Duo delle Meraviglie
In affanno nell’assalto iniziale interista, hanno recuperato strada facendo con mestiere. Insomma, come sempre, Soraya e Mariangela si guadagnano la stima generale, partecipando all’assalto finale della Mitica. Immarcescibili.

5 a Cristiano Rolando BIANCHI
Un pistolero che non spara è come un cantante che non canta o un comico che non fa ridere. Quanta malinconia. Sempre più bandolero stanco piuttosto che bounty killer, l’ultimo dei mohicani degli Spaghetti western, ha sempre di più le polveri bagnate e la pistola scarica. C’era una volta “Ehi amigo, c’è Sartana, hai chiuso” con l’ineffabile Franco Nero degli esordi che annientava bandidos e nemici per la gioia delle platee cinematografiche. Adesso col gringo biancoceleste in scena, il film in programmazione è un altro: “Ehi amigo laziale, c’è Ronaldo in attacco, hai chiuso”. Ed applaudono solo gli avversari.

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