Ma vaffa…
di Roberto TaglieriDomenica, 20 Aprile 2008
L’estate in Sicilia è già arrivata: caldo torrido al “Massimino”. Solo temperatura ambiente per i biancazzurri, che sono a fine stagione e continuano ad essere privi degli stimoli necessari per grandi prestazioni: la Lazio rimette Ballotta tra i pali, gioca con Rozenhal centrale ed inserisce Meghni alla tre quarti lasciando Pandev in panca. Clima bollente invece per il Catania, che deve fare risultato per togliersi dai bassifondi; Walter Zenga tenta di caricare a mille la sua squadra e ci riesce. I rossoblu vanno in campo motivatissimi e con una grinta incredibile per tentare di scardinare la difesa biancoceleste, che inizia subito a tremare sotto i colpi dei siciliani, all’inizio veramente travolgenti. Già al 2’ un tiro di Sardo violentissimo da posizione centrale è parato ed un po’ ciccato da Ballotta, che spedisce la sfera sulla traversa; non passano 20’’ che Tedesco dalla sinistra del campo colpisce l’incrocio dei pali ancora una volta a Ballotta praticamente battuto. Al 7’ ancora l’estremo biancoceleste è impegnato su un calcio piazzato, che abbranca in tuffo. All’11’ un assist di Vargas pizzica Mascara al centro dell’area, che cerca di piazzare da ottima posizione ma il pallone finisce fuori di poco. La prima cosa che si vede da parte laziale è un tiraccio sballato di Ledesma al 13’, ma subito dopo la squadra di Rossi costruisce l’azione migliore della sua gara: dopo una discesa di Zauri è Meghni che si ritrova liberissimo in area catanese; il francese però non riesce a piazzare nello specchio il piatto destro, che sfila di poco sul fondo. Ballotta è ancora protagonista al 22’ con un anticipo su Spinesi lanciato in rete; sul conseguente corner Izco batte fortissimo ma il pallone va oltre la traversa, per la quinta occasione nitida del Catania, oggi veramente irrefrenabile. Al 31’ Vargas opera un calcio piazzato tagliatissimo, che Ballotta senza bloccare scaccia via dall’area, ma poco dopo arriva la svolta della partita. Zauri trattiene per la maglia Mascara in area e Celi assegna il rigore, espellendo Zauri per fallo contro l’ultimo uomo. Batte il penalty Spinesi, che infila Ballotta con un rasoterra teso alla destra del portiere biancazzurro. La Lazio dopo ciò inanella solo un tiraccio su calcio di punizione, che Polito blocca tranquillo. Nella ripresa entra De Silvestri per l’evanescente Meghni ma il Catania ricomincia a premere come nella prima frazione: subito al 46’ una punizione di Sabato insidiosa sfila sul secondo palo. Al 50’ Vargas va al tiro cross sulla sinistra, sul quale Ballotta riesce a bloccare. Entra Pandev per Bianchi, in modo da sfruttare meglio gli spazi eventualmente lasciati scoperti dal Catania e la Lazio si sveglia, mostrando finalmente qualcosa di buono, ma nel momento in cui i biancazzurri cominciavano a migliorare avviene il secondo episodio chiave del match. Dabo a centrocampo fa fallo su Tedesco, l’arbitro lo ammonisce ma immediatamente dopo, per un presunto ed in apparenza modesto “vaffa” ai danni del direttore di gara, l’arbitro Celi (Rizzoli non docet) manda anche il centrocampista francese anzitempo negli spogliatoi. La Lazio quindi deve giocare in 9 l’ultima mezz’ora di gioco e s’ industria quindi per arginare come può i padroni di casa. Il Catania, forte del vantaggio anche numerico, invece di mantenere la supremazia sparisce gradualmente, la Lazio prova a fare il possibile ma non va oltre uno sterile dominio senza conclusioni in porta. L’unica occasione seria degli etnei capita sui piedi di Spinesi al 73’: la punta siciliana butta alle ortiche il raddoppio non passando il pallone a Vargas, liberissimo, ma calciando forte ed alto. Recrimina la Lazio perché Pandev un minuto dopo semina vari difensori catanesi ma dopo la sua serpentina il tiro finale è purtroppo da dimenticare. Il nuovo entrato Baiocco cerca la conclusione da lontanissimo all’82’ e verso la fine il Catania va spesso in contropiede, arruffando passaggi improponibili, sbagliando sistematicamente, non riuscendo mai ad essere veramente incisivo ed aumentando i rimpianti della Lazio, purtroppo incapace di fare di più in quelle condizioni. E la partita finisce con la Lazio che si becca l’ennesima sconfitta esterna, concludendo sempre più mestamente questo campionato veramente né carne né pesce. L’arbitro cambia la partita, interpretando troppo alla lettera il regolamento e distruggendo troppo presto le speranze della Lazio, ma anche i biancazzurri oggi sono stati insignificanti, il solo Ballotta migliore in campo la dice lunga sull’andamento della gara. E’ purtroppo un campionato sempre più da dimenticare: fortunatamente sta arrivando a grandi passi il 18 maggio.
CATANIA LAZIO 1 – 0 32’ Spinesi
LAZIO
Ballotta, Zauri, Rozehnal, Cribari, Kolarov, Ledesma, Dabo, Mutarelli, Meghni (46’ De Silvestri), Bianchi (51’ Pandev), Rocchi (72’ Tare).
All. Rossi
CATANIA
Polito, Silvestre, Stovini, Sardo, Sabato, Bigianti, Izco, Vargas, Tedesco (70’ Baiocco), Spinesi (83’ Martinez), Mascara (75’ Colucci).
All. Zenga
Arbitro Celi








