In fila per cinque
di Roberto TaglieriDomenica, 27 Aprile 2008
Le cattive notizie arrivano tutte insieme. Contro la Juve la fanno da padrona le defezioni e gli infortuni: mentre i bianconeri schierano la formazione titolare per la sfida interna contro i biancazzurri, visti i rientri di Sissoko e Chiellini, la Lazio arriva a Torino con Rocchi fuori uso, Pandev e Bianchi acciaccati. Colpevole è come al solito la partitella del giovedì, che miete vittime a tutto tondo: pure Ledesma, squalificato per questa sfida insieme con Dabo e Zauri, sarà in forte dubbio per le prossime partite per un problema piuttosto serio al ginocchio sinistro. Quindi in campo da subito ci saranno Mauri e Baronio. Anche Behrami ha un disturbo ad un adduttore e non giocherà. 100 volte Cribari con la maglia biancazzurra è l’unica nota lieta di una partita che appare già segnata: l’unica incertezza riguarda il numero dei gol di scarto con cui la Lazio lascerà Torino. Ed infatti sin dall’inizio la Juve appare davvero padrona del campo, mantenendo il possesso del pallone ed esercitando una costante pressione sulla squadra biancoceleste, incapace di ogni minima reazione. Dopo un paio di schermaglie pericolose, complici le scorribande sulla destra di Camoranesi e da sinistra di Molinaro, al 14’ arriva primo il gol bianconero. Chiellini raccoglie un calcio di punizione di Camoranesi e da solo mette in rete dal centro dell’area laziale, anticipando tutta la difensa biancazzurra, presepe vivente per l’occasione. Al 21’ Camoranesi raddoppia, vanificando quindi ogni speranza laziale. Per un errore di Mudingayi viene innescato il contropiede juventino: Del Piero mette in mezzo, la palla raggiunge Zanetti solitario, che serve Camoranesi, che di piatto ed indisturbato piazza in gol a porta praticamente sguarnita. La Lazio appare praticamente inesistente: nessuna invenzione dal centrocampo, completamente surclassato ed immobile di fronte alla Juve, dominatrice senza neppure troppi sforzi. Al 31’ un errore di Radu in mezzo al campo stimola l’immediata ripartenza bianconera: Del Piero s’invola verso la porta, opera un dribbling a rientrare su Cribari e piazza sul palo lontano il 3-0 del game over. Due minuti dopo è la volta di Trezeguet liberarsi con un gran controllo di palla della pressione difensiva laziale e puntare la porta, infilando ancora una volta la rete di Ballotta per il quarto gol dei padroni di casa. Poi è solo accademia: ancora Trezeguet cerca la sforbiciata in area piccola, mancando di poco lo specchio della porta. Al 38’ Mutarelli è il primo calciatore laziale che mette in difficoltà Buffon con un tiro da lontano, che è facilmente bloccato dal portiere bianconero. Poi è la volta di Mauri con un colpo di testa di fronte a Buffon che impegna ancora l’estremo difensore, ma è davvero poca cosa. E il primo tempo finisce con la Juve ancora in avanti e Nedved che impensierisce Ballotta con un tiraccio da lunga distanza. Ed intanto il pubblico biancazzurro giunto all’Olimpico di Torino per sostenere la Lazio, per protesta verso lo scarso impegno della propria squadra, si allontana dallo stadio abbandonando gli spalti. Dopo il riposo Vignaroli prende il posto di Baronio, ma la partita è già finita e con essa anche le possibili sfuriate laziali,che lasciano il tempo che trovano. Al 50’ Mauri è lanciato da Mutarelli ma davanti a Buffon il trequartista laziale non sa fare di meglio che perdere ingenuamente il pallone, sprecando una favorevole occasione per limitare i danni. Subito dopo un fallo in area di Chellini su Siviglia non è sanzionato da Gervasoni ed al 54’ Bianchi riesce a ridurre le distanze: Mauri raccoglie un traversone profondo e serve Bianchi, che con un tocco lento ma preciso supera Buffon, nonostante il tentativo di recupero della difesa. Vignaroli cambia un po’ faccia alla Lazio, complice però il naturale calo di tensione juventino. Il nuovo entrato laziale in effetti scuote e velocizza il gioco ormai addormentato dei biancazzurri, servendo addirittura a Siviglia la palla del 4-2 al 60’, che il difensore laziale mette in gol con un preciso ed elegante colpo di testa che s’infila sotto all’incrocio dei pali. Al 66’ la Juve è di nuovo pericolosissima: Nedved duetta con Del Piero al limite dell’area e lascia partire un bel tiro che colpisce la traversa a Ballotta ormai battuto. Alla mezz’ora del secondo tempo Siviglia per un fallo d’ostruzione su Nedved si becca la seconda ammonizione ed è giustamente espulso dall’arbitro. Entra Kolarov che subito impegna Buffon col solito calcio di punizione; nel finale all’88’ Chiellini in scivolata su corner di Camoranesi piazza la cinquina e la sua doppietta personale anticipando Kolarov e marcando il gol che sancisce la fine della partita. La partita ci consegna ancora una volta una Lazio praticamente in mutande, sbracata e senza orgoglio. Questa disfatta, che consegna alla Juve la matematica certezza di disputare i preliminari di Champions, dimostra ancora una volta che i biancazzurri ormai hanno di fatto staccato la spina. Si attende solo il benestare per l’espianto degli organi.
JUVENTUS LAZIO 5 – 2 14’ 88’ Chiellini 21’ Camoranesi 31’ Del Piero 33’ Trezeguet 54’ Bianchi 60’ Siviglia 88’ Chiellini
LAZIO
Ballotta, De Silvestri, Siviglia, Cribari, Radu, Baronio (46’ Vignaroli), Mutarelli, Mudingayi, Mauri (77’ Kolarov), Pandev, Bianchi (83’ Tare).
All. Rossi
JUVENTUS
Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Camoranesi, Sissoko, Zanetti, Nedved, Del Piero, Trezeguet.
All. Ranieri
Arbitro Gervasoni








