Melodramma finale

di Roberto Taglieri

Domenica, 18 Maggio 2008

Parlare di una partita senza significato è inutile, pleonastico, irrilevante. Dire qualcosa su questa conclusione di Campionato è troppo difficile, lo è ancor di più agli occhi dei sostenitori biancocelesti, spettatori passivi di un dramma per fortuna a lieto fine che si è consumato a molti chilometri di distanza. La fredda cronaca di oggi ci dice che per l’occasione i giocatori biancazzurri, senza Rossi in panchina perché bloccato per tre turni dopo le intercettazioni, si sono congedati dall’Olimpico e dai pochi propri sostenitori con una vittoria che fa terminare la squadra di Rossi a 46 punti, in dodicesima posizione. La Lazio, senza De Silvestri, è stata costretta ad affrontare i partenopei con Radu e un acciaccato Rozenhal centrali nonché priva di Pandev, squalificato. Reja dal suo canto non ha a disposizione Hamsik, anch’esso fermato dal Giudice Sportivo. Nella circostanza le azioni salienti della gara sono state davvero pochine. Già al 1’ Dabo va al cross per Tare che spizza di testa sul fondo. La Lazio prende subito le misure del Napoli, che è costretto ad arroccarsi. Al 13’ i biancocelesti vanno in rete: Mauri serve molto bene Rocchi, che elude Cannavaro e di piatto sinistro mette alle spalle di Navarro il primo gol laziale. Il Napoli ha serie difficoltà a superare il centrocampo, la Lazio domina in tranquillità ma il gioco non appare brillante. Al 34’ Tare mette in mezzo, Rocchi fa velo ed il tiro finale di Mauri è respinto dal portiere; arriva in corsa Mutarelli che dai 16 metri manda alto. Risponde un minuto dopo Muslera, parando il tiro diagonale sferrato da Lavezzi. E finisce il primo tempo con una buona opportunità sprecata da Dabo, che conclude in modo sbilenco un assist al centro di Mauri. Dopo il riposo i partenopei cercano di organizzare qualcosa di più: al 48’ Rozehnal salva su tiro ravvicinato di Lavezzi, lanciato a rete. Poco dopo il nuovo entrato Sosa di testa cerca un improbabile passaggio invece di mirare la porta. La partita si spegne, ravvivata dall’emozione forte del tabellone che segnala il primo gol di Ibrahimovic, che modifica completamente gli stati d’animo del pubblico laziale. Entra Firmani a sostituire Dabo ed il centrocampista biancazzurro fa centro al 70’. Ledesma batte una punizione in mezzo all’area che appunto Firmani, eludendo il diretto avversario Contini, riesce a piazzare in rete un po’ sbilanciato in avanti. Entra anche Kolarov al 79’ ed appena in campo va a calciare una punizione fortissima ed a girare, che Navarro riesce a deviare molto bene in angolo. Ed all’83’, dopo che poco prima Pazienza aveva sprecato in tuffo di testa da ottima posizione, il Napoli accorcia. Un errore di Rozenhal in area fa terminare il pallone su Domizzi, che indovina con un tiro improvviso l’angolo lontano della porta di Muslera per il definitivo 2-1. E dopo aver elencato il freddo commento alla partita, il giudizio e l’interpretazione banale di questo Campionato potrebbe essere che la compagine di Rossi, dopo un periodo burrascoso e pieno di sconfitte, ha saputo risollevarsi benino ma con qualche affanno, vivendo con tranquillità l’ultima fase del torneo senza patemi, senza sussulti e soprattutto senza rischiare la retrocessione già da molte domeniche. Salvarsi all’ultima giornata, come quando Lotito acquisì la società fu un brutto incubo; però almeno in quella circostanza si mantenne viva, con una piccola incognita per le coronarie, l’attenzione dei tifosi sino al termine. Restare in un limbo anonimo, come è purtroppo avvenuto quest’anno, è però quanto di peggio possa avvenire. La Lazio a dicembre era di fatto già fuori da tutto: qualche speranza di centrare l’Europa derivava dalla Coppa Italia, ma la compagine biancoceleste è riuscita nell’intento di vanificare anche quel possibile obiettivo ad un passo dal suo raggiungimento. Una vittoria finale dell’altra sponda poi avrebbe potuto distruggere, spazzar via completamente anche le residue realtà positive; per fortuna la Capitale si è salvata, consentendoci di vivere l’estate molto più tranquillamente. Ed ora ci aspettano i mesi della campagna acquisti, cioè il periodo delle speranze, dei sogni, dei calciatori forti, fantastici, sensazionali, tra i quali anche uno Storgato od un Mario Piga (per carità, non ce ne vogliano) possono incarnare quell’ideale, fino a prova contraria. Non togliamoci anche questo piccolo gusto: cadremmo in una depressione talmente profonda che diverrebbe complicatissimo uscirne. L’augurio sarebbe che il Presidente organizzi una squadra che il prossimo anno possa concedere ai tifosi biancazzurri qualche piccola gioia. In fondo i laziali non sono avidi: ormai purtroppo s’accontentano di molto poco. Ma le sventure biancazzurre sono di solito inversamente proporzionali ai fasti dell’altra sponda. E come quando nel 2000 i cugini hanno dovuto/saputo imparare dalle splendide vittorie biancocelesti allestendo una formazione che si rivelò poi molto competitiva, anche stavolta la Lazio dovrebbe far tesoro di questo mancato evento sciagurato, tinto di giallorosso, che per un pelo si stava verificando. La realtà però ci dimostra che è difficile pensare ad un Lotito antagonista di Sensi. Però sognare una squadra che possa lottare per i primi posti è più che lecito: vedere realizzato questo desiderio in realtà è davvero difficile.

LAZIO NAPOLI 2 - 1 13’ Rocchi 70’ Firmani 83’ Domizzi
LAZIO
Muslera, Behrami (79’ Kolarov), Radu, Rozehnal, Zauri, Ledesma, Dabo (60’ Firmani), Mutarelli (46’ Manfredini), Mauri, Tare, Rocchi.
All. Rossi
NAPOLI
Navarro, Cannavaro, Contini, Domizzi, Mannini (61’ Garics), Blasi (74’ Montervino), Gargano, Pazienza, Savini, Bogliacino (46’ Sosa), Lavezzi.
All. Reja

Arbitro Velotto

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • del.icio.us
  • Google bookmarks
  • Windows Live
  • Segnalo
  • OK notizie
  • Furl
  • Technorati
  • Digg

Articoli correlati:




  • Pagine

  • Archivi

  • Giorni

  • Contatti

  • Meta

  • RSS