Dallo stadio delle Aquile a quello del Puma?
di Gianluca La PennaSabato, 21 Giugno 2008
Se il presidente della Lazio, Claudio Lotito, dovesse vincere l’estenuante battaglia per la costruzione di uno stadio di proprietà a Roma, al suo fianco avrà la Puma, il colosso tedesco terzo al mondo per fatturato dopo Nike e Adidas. A rivelarlo è lo stesso amministratore delegato di Puma Italia, Andrea Rogge. “Siamo vicini alla Lazio in maniera importante – ha spiegato oggi ai microfoni di Radio Radio in collegamento da Forte Village a Santa Margherita di Pula, in occasione del tradizionale workshop biancoceleste – Uno stadio marchiato Puma? Non è fatta, ma non è certo un segreto che quella nata come una boutade, dopo il confronto tra Lotito e il nostro presidente (Jochen Zeitz, ndr), sia diventata una clausola nel rinnovo dell’intesa tra Lazio e Puma. Intendo dire che tutto è possibile, soprattutto se oltre all’impianto fossero sviluppate altre possibilità di ricavi”. Molto più di un rumor quindi vedere a Roma quanto accaduto con l’Allianz Arena di Monaco o l’Emirates Stadium di Londra. “La nostra con la Lazio è la militanza più lunga (nel 2012, prossima scadenza, saranno 14 anni, ndr); quella di Lotito è una battaglia corretta, a livello sportivo e societario – ha specificato Rogg – Puma ha lasciato una porta aperta per quando il progetto stadio diverrà una realtà”. Miele per il presidente Lotito, che ancora una volta ha lanciato un messaggio al neosindaco, Gianni Alemanno. “Stadio lontano? Non mi sono fermato agli intendimenti, neanche a livello pratico – ha replicato l’azionista di maggioranza – Lo stadio era uno dei punti del programma del primo cittadino, spero che ai propositi seguano i fatti. Da solo uno stadio produce solo debiti - ha sottolineato – basta pensare al Coni che non può fare a meno di Roma e Lazio per la gestione dell’Olimpico”. L’inquilino di Formello, non s’è sottratto alle domande circa l’organigramma societario e il mercato. “L’interesse per Rambaudi è una notrizia destituita di ogni fondamento – ha chiarito deciso Lotito – mentre circa l’ex dg dell’Albinoleffe, Sandro Turotti, posso solo dire di non averlo mai incontrato. Il problema del ds viene lanciato dai media (se Sabatini annuncia le proprie dimissioni via radio i media non possono fare altro che registrare, devono prenderne atto, ndr). Se Walter non rimarrà ci attrezzeremo, gli uomini passano, la Lazio resta”. La sensazione è che con Turotti qualcosa sia in corso (vedi Turotti, nessun contatto con Lotito, ndr), mentre Rambaudi appare molto lontano da Formello.
Restando al quartiere generale, dopo le dimissioni di Gian Piero Persichetti, Damiano D’Attilia sta studiando per entrare a far parte della segreteria generale, coaudiuvato dalla collega Elena Rendina e dalla dottoressa Francesca Miele dell’Ufficio Legale e Contenziosi. Sul mercato Lotito è rimasto abbottonato, ma la sensazione è che per Moti manchi solo la firma, mentre Palacio potrebbe arrivare se il Barcellona si tirasse indietro, ipotesi più credibile col passar dei giorni anche perché il Boca Juniors deve incassare; a centrocampo si attende il passaporto per Fernandez, gioiello del River Plate il cui arrivo non farebbe rimpiangere Behrami, destinato all’estero nonostante la corte del Palermo.








