Stendardo: “C’è il veto di Rossi. Via dalla Lazio ma solo in prestito”

di Gianluca La Penna

Lunedì, 30 Giugno 2008

stendardo.jpg“In questo momento l’unica certezza che ho è che sono un giocatore della Lazio, Delio Rossi però ha messo un veto su di me quindi sarò ceduto, ma solo in prestito perché il mio sarebbe solo un arrivederci: non voglio andare via dalla Lazio”. Così Guglielmo Stendardo, intervenuto oggi pomeriggio a Radio Sei, leva ogni residuo dubbio sul suo futuro in biancoceleste. Lo stopper napoletano, 27 anni e una laurea in Legge quasi in tasca (ad ottobre discuterà la tesi in Diritto Tributario, ndr), si appresta quindi a disputare un altro campionato lontano da Formello.

Stendardo, c’è qualche società che l’ha cercata in particolare?
“No, anche perché con gli Europei il mercato entrerà nel vivo solamente ora, sarà una settimana decisiva. Al momento so solo di essere un calciatore della Lazio, fiero di esserlo”.

Lei è nato a Napoli…
“Di concreto non c’è nulla. Se potessi scegliere, Napoli rappresenterebbe un’enorme soddisfazione per me, ma, lo ripeto, non c’è nulla di certo. Anche quella di Palermo è un’ipotesi che non scarterei”.

Si è parlato anche di un suo trasferimento all’estero.
“Non credo, assolutamente no. Se fossi voluto andare all’estero non avrei rinnovato per 5 anni nel gennaio 2008 e me ne sarei andato via a giugno. Ora alla Lazio c’è questa situazione particolare”.

Quale?
“Delio Rossi ha messo un veto su di me, quindi andrò via, ma solo in prestito perché il mio sarebbe un arrivederci. So che il presidente Lotito mi stima, ma Rossi fa delle scelte che sia io che il presidente dovremo rispettare. Io non ho voglia di andare via, altrimenti non avrei prolungato il contratto, senza dimenticare che Roma mi ha fatto crescere anche come persona. Mi sto laureando, la tifoseria mi rispetta e inoltre ho coronato il sogno di indossare una maglia prestigiosa anche in Champions League: per me la Lazio è come il Real Madrid”.

Che stagione ha vissuto con la Juventus?
“Positiva, nonostante abbia giocato poco. A Torino ho conosciuto un club che cura i dettagli, il suo ambiente, oltre a potermi allenare con campioni quali Buffon, Del Piero e Nedved”.

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