Zeru vittorie

di Francesco Troncarelli

Lunedì, 4 Maggio 2009

6 e tre quarti a Brocco BROCCHI
Il piccolo grande uomo del centrocampo biancoceleste quando vede Inter vede rosso. Anzi rossonero. E da buon ex avvelenato quanto basta, guida la carica degli schizofrenici targati Rossi. Ma l’assalto, complice gli avversari, dura un’ora, perchè quando questi si svegliano, fanno capire urbi et orbi, chi è il è più forte: Ibra. E so’ dolori. Ed è il quindicesimo kappao. Ed è l’ennesima “zeru vittoria” contro una grande in campionato. Resta comunque la certezza Broccolo a chi?, uno dei pochi che la testa e il cuore ce le mette sempre, ogni partita, qualunque sia l’avversario.
6 e tre quarti al coiffeur pour homme e pour dame Del Nerò
Rieccolo! Non gli è bastato ricomparire a sorpresa contro l’Atalanta dopo un letargo biblico, ha voluto esserci anche nella scala del calcio. Incontentabile. L’Oscar della acconciatura (tradizionale riconoscimento per i maestri parrucchieri da parte dell’associazione di categoria) a questo punto non glielo leva nessuno, i suoi “tagli” infatti hanno fatto sobbalzare i tifosi nerazzurri e saltare sulle sedie quelli laziali. Incontenibile nel vero senso della parola. Certo, si è svegliato un po’ troppo tardi, ma può tornare utile.

6 e mezzo a Matusalemme lemme lemme
Qualità e fantasia. Anche grinta. Il sale di questa squadra notoriamente sciapa nelle pietanze di base. Francelino-samba-e-vino ha replicato contro i campioni arruolati da Moratti, il suo repertorio di uomo guida, di regista di spessore, di giocatore su cui ripartire. Santo subito.

6+ a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!)
Due tre spunti dei suoi, ovvero azioni tutte dribbling con la bomba finale. Due tre azioni da applausi a scena aperta. Circondato dagli interisti, li marca, li salta, poi fa partire la sassata. Quando riparte poi, prima lo tirano da una parte, poi lo tirano dall’altra, sino a buttarlo giù senza complimenti. Maurito è questo. Un innamorato del pallone che fa sognare e spesso e volentieri fa decollare la squadra. Come il suo ingaggio.

6 a Carlos Monzon LEDESMA
C’è chi dice che si è riposato pure a Milano. C’è chi dice che ha dormito ad occhi aperti. C’è chi dice di non averlo nemmeno visto in campo. La realtà è che er Lumaca col suo gioco sporco, non appare mai. Alle luci della ribalta infatti, preferisce la penombra del dietro le quinte. Taglia e cuce le pezze lasciate scoperte dagli altri e tira dritto per la sua strada. E scusate se è poco.

6- a Coca Kolarov
Meno effervescente del solito, è riuscito comunque a tenere a bada le controfigure di Figo e Mancini. Ma il suo pezzo forte si sono confermate le punizioni. E gira e rigira la ributterà dentro. Vedrete. E se capitasse il 13?

6-  a “bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis Muslera
Un passo indietro. Da dove? Da dove l’avevamo lasciato, nella porta. E non è per quel liscione imbarazzante nei primi minuti, ci può stare. Come ci può stare pure il gol da Sua Maestà Ibra. Quello che ci ha spiazzati è stato il gol del raddoppio sul suo palo, che l’ha visto immobile. Come Carrizo. E siccome contro l’Atalanta si era esibito in una clamorosa “gambeta”, non vorremmo che…

5 e mezzo a Rocco ROCCHI
Di movimento ne fa tanto. Il problema è che tira poco. E quando tira non ce coje mai. Può continuare così? Ponetevi la domanda e datevi una risposta.

5 a Anticoli Corradu
Rigettandolo nella mischia, Rossi ha cercato di ripetere la mossa Del Nerò. Se è andata bene con quello, andrà bene pure con questo ha ragionato. E invece non è andata. Come “Bellissime” al Bagaglino. Chiuso in anticipo.

4+ al Duo della Finale
Soraya si fa crescere i capelli e Antoine se li taglia. Ma il risultato non cambia. Fanno ridere lo stesso. Saltati come birilli da Muntari e compagni, sono andati in tilt nei momenti topici del match, quelli dei due gol. Irresistibili nelle loro gaffe e immarcescibili nelle loro sviste, rinnovano i fasti del glorioso avanspettacolo biancoceleste. Per la serie, “Oggi le comiche”.

NG Telly Savalas Kojak
6 minuti per l’esordio. E che esordio: con gli scarponi tattici da montagna e un bel ruzzolone davanti a Julio Cesar. Provaci ancora Kojak. Hai visto mai…

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