Attacchiamoci al 13
di Francesco TroncarelliLunedì, 11 Maggio 2009
6 e mezzo a Rocco ROCCHI
Nel giorno dell’ennesima delusione (16/sima sconfitta, sic!), il Ghepardo è l’unico che scende in campo contro i friulani, col “piede giusto”. Motivato insomma. Il gol che gonfia la rete e illude la gente laziale accorsa all’Olimpico in un’ennesima partita giocata il sabato (troppe), è di quelli da bomber vero. Ma serve a poco. I suoi compagni di merende, hanno la testa altrove. Alla finale. E in effetti, ormai, dopo tanta sciatteria e menefreghismo di questo campionato da dimenticare, c’è rimasta solo la finale di Coppa del 13. E ho detto tutto…
6+ al coiffeur pour homme e pour dame Del Nerò
Un’altra performance da incorniciare (del resto ha giocato così poco, consentiamoglielo) per l’hair stilist griffato l’Oreal de Paris. Tagli di prima, sforbiciate di seconda, messe in piega d’artista, come quando dà vita all’azione del gol di Rocco. Bravo. Ma ce servirà mercoledì?
6+ a Matusalemme lemme lemme
L’unico che ragiona in campo. L’unico che avrebbe dovuto esserci il 13, ma non ci sarà perché squalificato. E per noi, la sua assenza dalla madre di tutte le partite di quest’anno, sarà una grave perdita. Come il maestro Pregadio fatto fuori dalla Corrida.
6+ a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (ole!)
Una, due, tre punizioni dell’extraterrestre biancoceleste. Una, due, tre quasi prodezze. Quasi, perché è rimasto all’asciutto, nonostante la maestria del tiro. Resta comunque il giocatore che può fare la differenza in qualsiasi momento. E a questo, dopo sta sveja in casa, che ci attacchiamo fortemente. Sperando di non attaccarci a qualche altra cosa….
6 a Tibidabo DABO
Qualcuno l’ha criticato, puntando il dito sulla sua “fragilità” nell’arginare gli assalti bianconeri nel drammatico finale della partita. Esagerati. Si dimenticavano che il geometra “bello, giovane e abbronzato” , per dirla col Papi, era na vita che non giocava. La verità, come sempre, sta nel mezzo. Ha iniziato bene, molto bene. Poi però ha mollato. Come tutti gli altri.
6- - a San Marino-Andorra-Liechstein
La sua corsa stavolta è stata prevedibile. Perché è partito in quarta come da copione, ma a un certo punto si è trovato a rincorrere se stesso, mentre il pallone se ne andava da un’altra parte. Sui piedi di Asamoah. Fatelo riposare. Fino a mercoledì.
5 e mezzo a Anticoli Corradu
Il rumeno più laziale di Roma è un altro di quelli che è andato a metà. Finche j’ha retto la pompa, ha sequestrato Pepe, quando la gambe si sono fatte molli, come il pensiero, debole quant’altri mai, si è sequestrato da solo. E si è fermato.
5 a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera
Sì, vabbè, sul primo gol (sul palo suo peraltro) era coperto, sul secondo c’ è stata una carambola vincente, il terzo è stato su rigore…Sì, sì, quello che vi pare, ma ciò che ci duole sottolineare è che ultimamente il Castoro dal volto umano sembra aver smarrito quella sua dote naturale sintetizzabile nel noto numero 23. E questa è una dramma, come diceva Eriksson.
5 al Duo della Finale
Pugnaci e pasticcioni. Indomiti e inermi. Immarcescibili e imprevedibili. Soraya e Antoine. Questi c’abbiamo e questi ci dobbiamo tenere. Pure il 13. Attacchiamoci a loro quindi per attaccarci all’unica partita che può dare un senso a una stagione. E che Dio ce la mandi buona.
5- a Brocco BROCCHI
Entra e lo fanno fuori. Come dire, Broccolo a chi?, ha s…broccato.
3- - a bello Mauri! (eccetera eccetera)
Come cantava il grande Little Tony nella estate di fuoco del 1965: “ è finita così senza un vero perché…”. Già, è proprio finita.
2 - - alla Legge del Megni
C’era una volta il Dorian Gray del calcio, colui che narcisisticamente si specchiava come quel diabolico personaggio, nei suoi dribbling insistiti, nei suoi talentuosi tocchi di palla inutili, nelle sue corse in diagonale fini a sé stesse. C’era una volta. Non ci sarà più. A casa.








