Io c’ero

di Francesco Troncarelli

Giovedì, 14 Maggio 2009

10 alla GENTE LAZIALE
Quando Tibidabo Dabo ha messo la palla sul dischetto, cinquantamila cuori si sono fermati all’unisono, centomila occhi si sono prima chiusi eppoi riaperti per guardare la scena, centomila mani si sono giunte. In quel momento tutta la gente laziale era davanti al portiere doriano per tirare il pallone, per vincere a pieno titolo dopo un tifo incessante e travolgente, la Coppa Italia. Ecco, la vittoria di questa coppa è soprattutto loro, dei tifosi biancocelesti. Protagonisti assoluti di una notte di sogni e di campioni come da tempo
non si vedeva all’Olimpico. Orgogliosi di appartenere alla Prima squadra della Capitale e orgogliosi di aver contribuito col loro impegno alla vittoria della madre di tutte le partite di questa stagione. Fieri di poter dire: 13 maggio 2009, io c’ero. 
10 a Delio ROSSI
Le lacrime del mister a fine gara, consegnano alla Storia di questa società mitica, un uomo eccezionale. Un gran brava persona. Un essere umano fragile come noi tutti, coi suo pregi e i suoi difetti, le sue gioie e le sue amarezze. Un allenatore di calcio perbene e mai arrogante. Dirgli grazie quindi è il minimo che si possa fare oltre a battergli le mani. Grazie Delio, hai messo il tuo sigillo su questa Coppa, dopo averci regalato tre vittorie storiche nel derby e un bagno nel Fontanone del Gianicolo che li ha fatti rosicare come quando hanno perso ai rigori la finale di Champion. Forse a fine campionato andrai via, perché “il ciclo si deve” chiudere, ma stai sicuro che da queste parti resterà sempre il ricordo della tua lazialità e della tua signorilità.

10 a “Bentornato Picchiatello” Jerry Lewis-Muslera
La vittoria di questo quinto trofeo, passa per le mani del Castoro dal volto umano. Neutralizzato Brufolo Bill al primo rigore, si è superato su quello del campagnolo compiendo due miracoli che resteranno scolpiti a lungo nella memoria di tutti. Bravo Musley, adesso non sei più il brutto anatroccolo degli esordi, sei diventato finalmente grande. Anzi, un grande!

10 a Tibidabo DABO
Era la sua partita. Doveva esserla. Era scritto. Promosso sul campo vice Matusa, è stato inesorabile nei suoi interventi e nelle sue azioni. Non ha mai mollato per tutti i 90 minuti di copione più i 30 supplementari. Gladiatore nero, indomito e invincibile. L’unico fra i presenti ad aver vinto la Coppa Italia nel 2004. E’ stato stratosferico poi nel tirare “quel” rigore. Il più importante, il più bello, il più indimenticabile. Grazie Tibi!

10 a Mauro Mazza Matias Almeida Mandrake Zarate (olè!)
Un gol dei suoi. Quelli che ti fanno restare a bocca aperta. L’ Et sceso sulla terra a “fenomen mostrare” come disse il Poeta, ha colpito nella serata più importante con una rete da leggenda, stracciando nello stesso tempo il presunto rivale della sfida Brufolo Bill (sempre più brutto e sempre più col culo basso), e facendo soprattutto capire a tutta l’Italia chi è il vero numero 10 di Roma.

9 a Brocco BROCCHI
Immenso. Indomito. Indistruttibile. Il piccolo grande uomo del centrocampo biancoceleste ha tirato la carretta come un ossesso. Broccolo a chi?, ha dato il fritto e pure il dessert, portando avanti una performance da campione vero. Broccolo a chi?, combattente nato e laziale acquisito ad honorem campo è uscito dal campo stremato e fra gli applausi di tutto lo stadio. Meritatissimi.

8 San Marino-Andorra-Liechstein e Coca Kolarov
Gli eroi del derby colpiscono ancora. Dal dischetto, sì, ma con quale sicurezza e grinta. Campioni!

8 al Duo della Finale
Soraya e Antoine. Da duo della Apocalisse a duo della Vittoria. Immarcescibili e grandissimi. Il Barbiere per aver raccolto dopo tanti anni di Lazio un riconoscimento al suo attaccamento alla maglia, l’artista invece, per aver avuto le palle nel farsi sotto a tirare il rigore quando erano finiti i tiratori scelti e nessuno sapeva cosa fare. Altro che Falcao….

8 a Carlos Monzon LEDESMA
E’ arrivato stanco alla finale. Spremutissimo per essere stato dall’inizio del campionato, il più presente e il più disponibile di tutti, a darsi da fare per la Mitica. Decisivo comunque al momento della lotteria dei penalty. Lumaca sei unico.

7 a Pasqualino Settebellezze FOGGIA
Da destra a sinistra come un Capezzone qualsiasi, è cresciuto alla distanza, quando è riuscito ad esibirsi con le sue serpentine e i suoi dribbling. Tornando babà!

7 a Macedonia PANDEV e Rocco ROCCHI
Se il Folletto dell’Est l’avesse buttata dentro invece di sprecarla al 26 del primo tempo, la partita sarebbe finita subito. Il caso ha voluto però, che il cannoniere di questa Coppa (suo il record con 6 reti) fallisse. Resta il fatto in ogni caso, che insieme al Ghepardo spuntato e sottotono (matador a Torino contro la Juve), sia uno degli artefici del raggiungimento della finale. Grazie ragazzi.

7 al coiffeur pour homme e dame Del Nerò e Gatto Silvestro
Scampoli, più o meno, di finale anche per loro. Per dire insieme alla gente laziale assiepata nell’Olimpico in questa notte magica: io c’ero! Come sempre…

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